Designers.

I diversi linguaggi dei progettisti De Mura.

Ugo La Pietra

Vive e lavora a Milano. Si è sempre dichiarato "ricercatore" nelle arti visive e nella comunicazione. Ha comunicato le sue ricerche attraverso molte mostre in italia e all'estero. Ha curato diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d'arte Contemporanea di lione (Fr), Museo FraC di Orléans (Fr), Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione ragghianti di lucca. Ha vinto il Compasso d'Oro nel 1979. le sue esperienze di ricerca in architettura e nel design lo hanno portato a sviluppare temi come "la casa telematica" (MoMa di new York, 1972 – Fiera di Milano, 1982), "rapporto tra spazio reale e spazio virtuale" (Triennale di Milano 1979, 1992), "la casa neoeclettica" (abitare il Tempo, 1990), "Cultura Balneare" (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha sempre sostenuto con opere (oggetti), documenti (direzione delle riviste in, Progettare inpiù, Fascicolo, area, abitare con arte, artigianato) un design carico di significati, per un "design territoriale" contro il design internazionalista.


La mia idea di design

"Oggi la disciplina design si esprime sempre di più attraverso una serie di correnti di pensiero: dalla ricerca del “mobile classico” capace, come diceva Ponti, di essere al di sopra delle mode e degli stili (ad esempio la sua “Superleggera”) alla progettazione di oggetti gadget, dalla proposizione stagionale (come nella moda) di oggetti ispirati a diversi modelli culturali, etnici, artistici, fino a un design sempre più concettuale.

Appare evidente che la disciplina design, oltre ad avere recuperato buona parte della sua origine legata al mondo delle arti applicate e quindi della “cultura del fare” oggi nella migliore delle ipotesi è praticata dal progettista nella consapevolezza di muoversi all’interno di diversi linguaggi raramente condizionati da scelte etiche e culturali."

Ugo La Pietra

Progetti realizzati

Raffaele Di Vaio

Si laurea con lode in architettura nel 2002 presso l'Università di Napoli Federico II, con una tesi in progettazione architettonica. Collabora con diversi studi di architettura ed ingegneria. Di particolare importanza il periodo di studi vissuto in India nel 2004 per studiare le opere di Le Corbusier e Louis Kahn costruite nel paese. Nel 2002 apre un proprio studio. Riceve diversi premi e riconoscimenti: secondo classificato nel 2003 al concorso di "Riqualificazione dell'Alveo dei Camaldoli", Comune di Mugnano di Napoli; secondo classificato nel 2004 al concorso per la nuova sede dell'Ordine degli architetti di Firenze; progetto menzionato nel 2004 al concorso per la sede rinnovata del Circolo Nautico Canottieri di Napoli. Nel 2006 partecipa alla decima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nella sezione "BIENNALE DEL SU D" Mostra Città di Pietra-Progetto Sud, esponendo il progetto per l'area portuale di Crotone.


La mia idea di design

"...il progetto di design rappresenta la ricerca di un equilibrio tra la dimensione pratica e la dimensione contemplativa che oggi oggetto deve possedere. Un buon oggetto di design deve essere capace di restituire continuamente l'idea che l'ha generato: in tal senso resistere all' "usura", non di tipo materiale, ma legata all'eccesso di personalismo del progettista ed alle patinature delle mode del momento. Deve travalicare la funzione pratica a cui è preposto, riuscendo a raccontare la "sua storia" fatta di memorie, intuizioni, suggestioni ed ironia... fino ad arrivare a suggerirci nuovi modi di vivere i luoghi della quotidianità. In fondo  dalla qualità degli oggetti di cui ci circondiamo, e che abitualmente usiamo, può realmente dipendere la qualità della nostra vita domestica..."

Raffaele Di Vaio

Progetti realizzati

Piero Guadagno e Stefano Cibelli

Pugliesi della daunia vetus, cresciuti tra gli echi e i richiami dell'architettura romanica, studiano architettura a "la sapienza". Dopo la laurea ritornano a Troja, loro terra d'origine, per continuare a nutrirsi di quel genius loci che li ha sempre affascinati. si occupano di progettazione architettonica, progettazione di interni e di restauro. Credendo fortemente nella propria contemporaneità, non trascurano mai di lasciare un segno del proprio tempo anche nei lavori di recupero di conventi ed edifici storici. nel Museo del Tesoro della Cattedrale, il connubio tra arte ed architettura diventa traccia del proprio lavoro. un lavoro che ammicca anche alla progettazione di oggetti in forma di arredo. Volumi dinamici, solidi morbidi, dissolvenze; ma anche manufatti che rievocano le forme sedimentate della memoria popolare e della tradizione contadina che ha dato l'incipit al loro percorso.


La nostra idea di design

"Riteniamo che la cultura del progetto di qualità debba ritornare ad essere centrale nella nostra quotidianità. A questo obiettivo dovrebbe puntare il design."

Piero Guadagno e Stefano Cibelli

Progetti realizzati

Maria Nitti e Concetta Pellicciari

Maria Nitti (1983). Si laurea con lode alla Facoltà di architettura di Bari con una tesi in restauro. Collabora con diversi studi professionali, anche all'estero, nell'àmbito della progettazione architettonica e del design di interni. espone la propria tesi di laurea al lingotto di Torino in occasione del XXiii Congresso Mondiale degli architetti (tesi selezionata per il concorso arCHiPriX italia 2008, pubblicata sulla rivista "solaria", (2008)). Nel gennaio 2010 partecipa al corso del Politecnico di Milano inerente la progettazione di spazi temporanei ed espositivi. Risulta seconda nel giudizio della giuria tecnica del concorso nazionale di idee "BariCuCi", esponendo il suo lavoro nella sala Murat di Bari (2010). Dal settembre 2010 fa parte del gruppo sistema, per il quale ha curato vari progetti di allestimento, tra cui quello per la mostra monografica su Pietro annigoni.


Concetta Pellicciari (1978). Abbandonati gli studi pedagogici, si iscrive alla facoltà di architettura presso il Politecnico di Bari. Durante gli anni di studio, anche attraverso l'influenza dei grandi maestri, matura la consapevolezza che la "Bellezza" non possa essere capriccio dell'architetto e che, pur mantenendo il nobile intento di consegnarsi al tempo, l'Opera debba stimolare la percezione sensoriale completandosi con l'esigenza di funzionalità. Dopo alcuni anni dedicati alla professione presso uno studio tecnico, comprende che il suo lavoro non può fermarsi alla semplice volontà di riempire spazi, ma deve spingersi verso la progettazione di volumi. Di qui il suo interesse per il design che cerca di affinare anche attraverso l'incarico di progettista di allestimenti museali lavorando per la Sistema srl.


La nostra idea di design

"Intendiamo il design come idea che nasce da un'esigenza percepita, capita, risolta nella sua trasposizione in linee. Linee che implicano geometrie ben definite e significanti. "

Maria Nitti e Concetta Pellicciari

Progetti realizzati

Giuliano Ricciardi

Si avvicina al settore design poco dopo aver terminato gli studi superiori facendo pratica presso il laboratorio di falegnameria di Gioacchino Salvago, dove apprende le nozioni e la manualità necessarie a lavorare il legno. Dopo questa esperienza formativa durata 5 anni, notato dall’Arch. Bernardo D’Ippolito e deciso a migliorare ed evolvere la propria professionalità, entra a far parte dello staff della KinoWorkshop srl come disegnatore, esperienza che lo spinge a intraprendere gli studi universitari in Disegno Industriale. Laureato al il Politecnico di Bari nel 2009, in Design del Prodotto di Arredo con tesi dal titolo “SB-1 - studio di boiserie modulare”, fonda il d-Lab studio, laboratorio di idee per l’interior ed il product design. Maturate le competenze grazie alle diverse collaborazioni intraprese con architetti, artigiani e piccole/medie aziende, orientate però verso realizzazioni su misura, nel Novembre 2012 viene premiato per il progetto del Tavolo Chiglia al concorso on line “tra le briccole di Venezia 2012” indetto da Riva 1920 Industria Mobili. Ricevuti diversi riconoscimenti su magazine e blog di settore della portata di AD (N° 387 - Agosto 2013) e Design Street, partecipa alla Design Week 2014 come designer indipendente presentando nuovi concept e progetti prototipati per l’occasione al DIN di Promote Design in zona Lambrate. Successive a questa esibizione sono le pubblicazioni del modulo contenitore Ypsilon su AD 401 e della serie Goccia sul magazine spagnolo On Diseño 346.


La mia idea di design

"Design è l’incontro tra la creatività del progettista e le sapienti mani di chi tradurrà la sua idea in materiche forme, rispettando gli equilibri tra elementi chiave come intuizione, analisi, fantasia, sintesi. Non esiste oggetto di design in cui questi elementi non coesistano in proporzioni che variano in base alle casistiche in esame."

Giuliano Ricciardi

Emanuele Viscuso

Laureato in giurisprudenza alla Federico II di Napoli, e Honoris Causa in architettura alla Constantinian di Rhode Island, Emanuele Viscuso vive e lavora tra l’Italia, gli Stati Uniti e il Messico. Designer, artista, musicista e instancabile promotore culturale, ha creato pezzi d’arte e design, composto musiche e tenuto concerti in vari teatri del mondo, creato e presieduto festival cinematografici e musicali, scritto saggi di architettura e urbanistica, gestito eventi culturali anche con la Nasa, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. I suoi pezzi figurano in musei, collezioni pubbliche e private e anche in aeroporti, come “Onda-ponte sull’immaginario” grande scultura all’Aeroporto Internazionale di Milano Malpensa., Fascicolo, area, abitare con arte, artigianato) un design carico di significati, per un "design territoriale" contro il design internazionalista.


La mia idea di design

"Sono la musica e l’armonia a ispirarmi. Per questo chiamo le mie sculture “Musica Solida”. L’universo è armonia, come la musica. Il design è un pezzo di universo in cui l’armonia, coniugata alla fantasia, esprime la ricchezza creativa del cosmo e di ogni forma di vita. Una ricchezza che non si ferma mai, sempre pronta a espandersi. Quante sinfonie è possibile comporre con sette note? Quante immagini con sette colori? Compito dell’artista e del designer è ricordare tutto questo."

Emanuele Viscuso